Eccoci nel 2014. La nostra novità da circa due mesi è che abbiamo una MICIA!!! L'esordio è stato in leggera salita, chi scrive non ne aveva mai avuta una, e anche la scelta dei componenti per la sua toilette ha richiesto attenzione, in particolare la lettiera. Abbiamo provato quella ai silicati che dovrebbe essere iperassorbente e durare 30 giorni, quelle basiche e meno care, quelle 'fai la palla'. I problemi della lettiera in casa in genere sono legati all'odore, allo smaltimento (umido, residuo secco, wc,...) e alla polvere sollevata quando si rimuovono grumi e quant'altro. Personalmente quest'ultima mi ha causato tosse e fastidio al respiro, seppur lieve. Sono arrivata anche ad acquistare un sacco di pellet per evitare tale fastidio (non ancora utilizzato, lo regalerò). Abbiamo acquistato una lettiera fatta a casetta, che contiene molto bene polvere e sabbia e fortunatamente è stata subito di gradimento alla micia (l'abbiamo conquistata con un bianco e rosa hello kitty...!). Poi finalmente il rimedio a polvere e smaltimento. Facendo la spesa al supermercato il Gigante è apparsa la lettiera greencat, fatta con gli scarti della lavorazione dell'orzo. Questa si smaltisce nel wc sciogliendosi meglio della carta igienica, ha un prezzo inferiore a quello delle lettiere ai silicati, assorbe bene gli odori e in quanto a polveri non dà alcun fastidio, somiglia infatti alla crusca e non si solleva più di tanto.
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giovedì 2 gennaio 2014
giovedì 5 luglio 2012
I sacchetti biodegradabili: peccato buttarli!
Evviva la raccolta dell'umido. Oggi posso dirlo, mentre solo l'anno scorso confessavo a BabyGreen di non riuscire a praticarla. Cosa è cambiato? E' successo che la nostra via è stata coinvolta in una raccolta differenziata ben organizzata, con tanto di operatori che hanno distribuito sacchetti per la raccolta di vetro, plastica e carta e il contenitore per l'umido. Conseguentemente al giro degli operatori, anche su richiesta degli abitanti, sono stati adeguati i cassonetti di carta e plastica (mentre in precedenza il cassonetto della plastica non era presente e quello della carta era insufficiente).
Il contenitore per i rifiuti organici, caratterizzato da tanti forellini sul coperchio in modo da lasciare traspirare il contenuto, è davvero impareggiabile quanto a capacità di mantenere il rifiuto umido in condizioni decenti per diversi giorni, anche sul balcone con queste temperature. E così per noi non è di nessun peso raccogliere gli avanzi di cibo, anzi direi che è vantaggioso. Il primo motivo per cui è meglio separare l'umido dal secco è che senza i rifiuti organici anche il sacchettone del secco può esere smaltito quando è proprio pieno, senza cattivi odori o deterioramenti abbastanza molesti. E questo anche dal punto di vista dell'igiene è positivo.
Il secondo vantaggio è che abbiamo finalmente scoperto il meraviglioso mondo del Mater-Bi. Premesso che i sacchetti riesco ad averli gratuitamente, in quanto il gestore dei rifiuti li mette a disposizione in diversi supermercati, essi possono essere usati in molti modi prima di raggiungere la destinazione finale.
Ad esempio i sacchetti che si usano per conservare le verdure in frigorifero. Ho notato che conservando i cespi di insalata nel sacchetto biodegradabile, questi durano di più, rimanendo più asciutti.
Questo mi ha anche fatto pensare a come certi sistemi rimangano ancorati a abitudini assurde: lo stesso supermercato - con tanto di intere linee di prodotti green, che pure è stato costretto ad abolire i sacchetti di plastica per contenere la spesa, mentre all'uscita distribuisce gratuitamente i sacchetti dell'umido, all'ingresso obbliga i clienti a servirsi di sacchetti in polietilene per la frutta e la verdura sfuse! Speriamo almeno che leggano escodicasa...
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venerdì 25 novembre 2011
La quadricolore ha il suo fascino ... e i suoi vantaggi!
Insomma: si risparmia spazio, si trova velocemente la penna giusta per qualsiasi evenienza e si risparmia anche un po' di plastica, oltre ad avere in tasca un oggetto cult.
(non prendetemi mai troppo sul serio...)
(non prendetemi mai troppo sul serio...)
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giovedì 29 settembre 2011
Pranzare in ufficio: mangiare meglio, spendere meno, riutilizzare contenitori.
Lo confesso: anche io faccio una cosa orribile, imperdonabile...alle volte ...pranzo in ufficio (o al parco vicino)! E mi piace! Il riferimento è al "caso" emerso il 26 agosto su Repubblica, dal titolo "Ufficio, arriva il galateo per chi pranza alla scrivania", in cui si rivelano statistiche sui peggiori comportamenti alimentari a cui si possa assistere allorchè qualcuno decide di portarsi il cibo da casa... Sono del tutto d'accordo nell'idea di cercare una location più rilassante, ad esempio un parco, se ce n'è uno nei paraggi e non piove; in ogni caso, mi sembra utile sottolineare i pregi del pranzo portato da casa, nei giorni lavorativi. Il vantaggio principale è che si ha il controllo del pasto principale, avendo cucinato e scelto gli ingredienti, pertanto si riesce nutrirsi molto meglio. Nel mio caso, se mi capita di cucinare il mattino stesso il pasto del mezzogiorno, devo dire che quanto preparo non risente della fame delle ore centrali, ed è più facile cucinare cibi equilibrati. Un'altra bella ricaduta è che si possono portare gli avanzi di casa della sera prima, cosicchè si limita lo spreco. E questo non solo per il contenuto del frigo, ma anche per la frutta, altro alimento importantissimo spesso soggetto a deterioramento e consumato pochissimo nei pranzi al bar. E se non si ha niente in casa, ma si passa davanti a qualche negozio di alimentari, si possono acquistare alimenti freschissimi, sempre a beneficio della nostra salute. Ciò permette di risparmiare, o perlomeno, con la stessa spesa, di procurarci cibi di maggior qualità, meno elaborati e quindi anche più digeribili (naturalmente le scatolette sono bandite...)
Poi c'è il ragionamento sull'occorrente per pranzare in ufficio, oppure 'al sacco', nel parco più vicino. Qualche tovagliolo di carta non guasta, così come una dotazione di posate (che anche se di plastica possono essere portate a casa a lavarsi in lavastoviglie, idem i piatti). Invece i vari kit per il pranzo 'fuori casa' , con tanto di gavetta, posata e bicchiere colorati e spesso in offerta al supermercato, mi sembrano del tutto superflui: viviamo nell'epoca di contenitori e imballaggi, basta guardarci attorno e possiamo trovarne di ogni forma e per ogni esigenza: una gavetta perfetta ad esempio è contenitore giallo del cacao solubile, anch'esso lavastovigliabile infinite volte.Io lo uso sempre per l'insalata di cereali ed è perfetto!
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mercoledì 9 dicembre 2009
Basta plastica sul comodino
P.S.: approfittiamone finchè è pubblica, quando saranno riusciti a privatizzarla probabilmente accadrà quello che abbiamo già visto con aerei, treni, autostrade, ...
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venerdì 27 novembre 2009
Amletico dubbio: gelato nel cono o in coppetta?
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